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La Befana o La Crona Dell’Inverno.. Ma i nostri antenati come la vedevano?

Un tempo molto molto tempo fa, quando il
Mondo era ancora giovane, c’erano giorni e notti, dopo il solstizio d’inverno, in cui tutto era possibile e i potenziali di ogni cosa venivano attivati..
In quelle notte ogniuno aspettava i falò della sera, che il vecchio anno venisse bruciato via, che ogni debito venisse accomodato con l’offerta giusta, che si manifestassero i doni del nuovo anno attraverso i nuovi germogli e le giuste preghiere e invocazioni.
In queste notti, raccontavano i nonni, volavano sui campi, sulle foreste e sui villaggi le aiutanti della Vecchia dell’Inverno con delle scope, per spazzare via le vecchie cose dell’anno passato e fertilizzavano con magie e Incanti con il potere dei venti ogni luogo e ogni essere vivente e lasciavano piccoli doni sull’uscio.
Erano giorni dedicati agli Dei, di celebrazioni si, ma anche di doni e cose buone, le comunità si riunivano assieme e compivano quei riti d’offerta fondamentali con cui propiziavano il nuovo anno.
I falò che noi accendiamo in questo periodo, i fantocci che bruciamo derivano dal Grande Rituale del fantoccio di vimini dei Popoli pre romani in cui venivano bruciate offerte che includevano uomini e animali vivi, non fraintendetemi, e non fraintendeteli, gli esseri umani erano spesso orgogliosi di essere bruciati nel fantoccio per raggiungere gli Dei con le richieste del loro popolo, è passata l’informazione che gli uomini bruciati vivi erano prigionieri di guerra, non sempre, a volte potevano essere anche Donne che avevano fatto spegnere il loro fuoco di casa, che una volta doveva ardere sempre ed essere custodito come una fonte primaria di vita, o uomini e donne che si erano macchiati di qualche crimine per la società Antica, oppure invece esseri umani che si offrivano di loro spontanea volontà al fuoco degli Dei ed entravano liberamente nel fantoccio di vimini o di rami, con tutte le altre offerte vive o meno.
Potrebbe in effetti sembrarvi macabro e orribile, ma la concezione di vita e morte un tempo non era così netta come oggi, la vita è la morte erano compagne, e potevano abbracciarsi e intrecciarsi ogni giorno, gli uomini antichi lo sapevano e consideravano l’aldila’ semplicemente una continuazione della vita qui, in attesa di ricongiungersi ai propri cari, quindi non c’è da stupirsi che degli esseri umani decidessero di essere sacrificato volontariamente, avrebbero continuato la vita dall’altra parte e in più avrebbero portato onore al clan perché erano portatori di messaggi che avrebbero dato direttamente agli Dei.
Tutto era molto più circolare e semplice a quei tempi, gli uomini sentivano di vivere in un continuum spazio temporale e non in una dualità finita e impossibile da spezzare.

Nasce così, mischiando un po’ nel calderone delle ere, un pizzico di divinita, un pizzico di leggenda è un abbondante presa di storie del tempo, la leggenda della Befana, la Vecchia dell’Inverno, La Crona, La Cailleach che spazza via con la scopa l’anno vecchio e porta con se benedizioni e potenziali (dolcetti) per l’anno nuovo, in questi due tre giorni, ma anche fino al 10 gennaio, potete tornare a risentire il cerchio della vita che si rinnova e la luce che cresce e godervi i vostri potenziali e le promesse di prosperità e felicità.

Negli ultimi secoli,bruciare il fantoccio nelle varie piazze europee è stato sostituito con il bruciare la Strega, con spesso l’accezione di bruciare la Donna che ammalia e che si occupa di magia, che il popolo pensava essere “il male” in generale, e dell’anno in questo particolare momento.
È fondamentale avere una visione oggettiva di ciò che festeggiamo, e scegliere ciò in cui vogliamo portare attenzione, se al mito della Donna vessata o al semplice ciclo della Natura.

Questo è il momento in cui si apre ufficialmente il viaggio verso i nostri risultati, i nostri potenziali, ciò che vogliamo davvero che sia, il viaggio badate bene, il viaggio, la Bianca Crona dell’inverno ancora passa nel mondo con il suo bastone e di bianco ricopre tutto..
Se guardiamo in natura, qualche germoglio si fa strada, ma ancora in generale tutto tace ed è in pieno sonno.. a breve ogni cosa si sveglierà ma diamoci il tempo giusto, godiamoci i nostri dolcetti e i sogni e le storie…
perché tra poco dovremmo metterci al lavoro per avere un ottimo raccolto quest’anno..

Chiediamo alle radici come lo zenzero, il tarassaco, la cicoria, la liquirizia, la bardana, l’angelica di rafforzare il nostro spirito,
Di raccontarci le loro storie e le nostre, quelle che ci fanno forza e ci sostengono, chiediamo alle Radici di portarci la saggezza della Madre Terra e la purificazione fisica e mentale necessaria per accogliere la profonda saggezza della Vecchia..

Connettiamoci alle radici, percepiamo la nostra forza, e le lezioni giuste.

Non facciamo però le cose di fretta, i germogli hanno bisogno di tempo..

Un passo alla volta centrandoci sulle benedizioni e su ciò che più conta per noi.. la Crona ci racconta le sue storie di saggezza, ci connette alla saggezza ancestrale, cammina con noi tra i potenziali e a breve ci indicherà cosa nascerà con il suo bianco bastone…
Buon giorno della Crona dell’Inverno! E se volete chiamarla Befana fate pure, non si offende!

Foto presa dal web autore sconosciuto

Benedizioni Verdi
Annie

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